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Le dinamiche dell’innamoramento

Elementi di Psicologia Analogica

“Il primo sospiro d’amore è l’ultimo della saggezza”

Carl Gustav Jung

Se fosse possibile quantificare la sofferenza subita, nel complesso, dal genere umano, quasi sicuramente, dopo la mancata soddisfazione dei bisogni primari, scopriremmo che situazioni problematiche nel campo delle relazioni affettive e sessuali sono una delle maggiori fonti di sofferenza.

La dipendenza affettiva e la sofferenza sono dua facce della stessa medaglia.

 

Le dinamiche psicologiche dell’innamoramento

Per comprendere il “come mai” delle nostre scelte affettive sentimentali, dobbiamo spendere alcune parole sulle dinamiche psicologiche dell’innamoramento e la dipendenza affettiva nelle relazioni.
Noi non possiamo decidere razionalmente di amare una persona. Possiamo decidere di stare con una persona ma non di amarla. Questo perché, l’innamoramento, o dipendenza affettiva, avviene per dinamiche inconsce che riguardano la sfera emotiva e non quella razionale. Dinamiche al di fuori della nostra razionalità, dalla logica, dalla riflessione, dalla nostra volontà. Esse riguardano la parte analogica, inconscia, in quanto è dalle emozioni percepite che ne scaturire quello stato emotivo definito innamoramento o coinvolgimento.

L’essere umano sovente si trova innamorato senza rendersene conto. In alcuni casi deve sottostare a relazioni che per loro natura producono più sofferenza che gioia, più dolore che piacere. Una dipendenza affettiva che non riusciamo a spiegare ma da cui non riusciamo a slegarci.

La Psicologia Analogica, che studia tutto ciò che non è logico nell’essere umano e di conseguenza l’inconscio, può aiutarci a capire queste dinamiche.

Le dinamiche del coinvolgimento emotivo

Per potersi innamorare occorre trovare il bersaglio della nostra emotività. Un soggetto che, attraverso la comunicazione integrale, verbale e non verbale, il suo comportamento, può stimolare la nostra sfera emotiva. Egli colpisce i nostri turbamenti precostituiti (l’inconscio). Attraverso le nostre proiezioni lo investiamo emotivamente e il nostro inconscio lo riconoscerà come fonte stimolante o energetica. Noi. infatti, proiettiamo la nostra emotività sul soggetto o bersaglio e questa ci ritorna indietro sotto forma di riconoscimento del bersaglio come simbolo di coinvolgimento (innamoramento).

Siamo noi che attraverso le nostre proiezioni diamo significato al significante. In pratica l’oggetto del coinvolgimento emotivo è la condensazione incarnata dei nostri turbamenti. La dipendenza affettiva è quindi sempre frutto di un conflitto interiore.

In questo modo si viene a creare un moto circolare dell’emotività tra noi e l’oggetto del coinvolgimento e tra luii e noi. Quindi tra noi e il mondo esterno e il mondo esterno e noi, così da vivere quel pathos, quelle emozioni che poi definiamo interesse, sentimento, passione, amore.

L’essere umano non può vivere senza coinvolgimenti

Il vero problema delle nostre relazioni definite patologiche è profondo. Sorge dai grandi conflitti interiori che non ci permettono di avere relazioni più appaganti. Infatti le relazioni con il partner sono più penalizzanti che gratificanti, proprio perché devono essere complementari ai nostri turbamenti interiori.

Cercherò di spiegarmi meglio. Ogni qual volta noi ci innamoriamo, ci coinvolgiamo in qualcuno. Questo avviene perché il soggetto di cui noi ci siamo innamorati, riproduce emotivamente il nostro passato. Ci fa rivivere, attraverso la sua comunicazione integrale, che vuol dire comportamento, atteggiamento e linguaggio, i nostri turbamenti o conflitti inconsci. Rigenera quelle paure o sofferenze che noi abbiamo vissuto nel periodo infantile/adolescenziale, soprattutto nella relazione genitoriale.

Sono proprio questo tipo di emozioni che il nostro inconscio ricerca. Quando trova chi le può riprodurre (questo soggetto da noi chiamato fonte stimolante ), ci terrà agganciati e coinvolti. Questo per poter continuare a rivivere quel tipo di emotività che l’inconscio riconosce, perché di questo si è formato.

Facciamo un esempio concreto

Se da bambino hai vissuto un senso di abbandono e un senso del tradimento da parte dei genitori, ti ritroverai innamorato di chi ti farà rivivere quel tipo di turbamento. Ti troverai affascinato da persone che non potranno esserti fedeli e rassicuranti ma riprodurranno quegli stessi stati emotivi di allora. E’ la coazione a ripetere freudiana. Una sorta di motore che muove le nostre azioni nella direzione che consente di rivivere le emozioni che il nostro inconscio a vissuto a suo tempo. L’inconscio deve riprodurre la stessa rappresentazione teatrale, cambiando gli attori.

Tu allora eri lo spettatore. Ora, senza rendertene conto, sei il protagonista della scena.

Praticamente, la persona di cui ti sei innamorato e la relazione che si genera, con tutta la sua componente tensionale, è la riproduzione emotiva di quegli eventi passati.

L’innamoramento ha origine nei nostri turbamenti interiori

Bisogna comprendere che ogni qual volta noi ci innamoriamo di qualcuno questo avviene attraverso la proiezione di una parte di noi, che si identifica all’esterno, nell’oggetto d’amore. Per identificarsi nell’esterno, in un partner, la nopstra parte emotiva ha bisogno di relazioni molto conflittuali e indice di profondi conflitti inconsci.

Quindi, veniamo a scoprire che l’innamoramento è una condizione che si viene creare nel momento in cui troviamo la persona che rigenera i nostri turbamenti interiori (inconsci). Un soggetto che ci fa rivivere quelle paure, inquietudini, conflitti del passato senza ridurli. Anzi, proprio la riduzione dei turbamenti, anche se produce un inizio di appagamento, subito dopo si genera la destabilizzazione, il decoinvolgimento, il disinnamoramento.

In sintesi, chi riduce i turbamenti appagando la persona sarà riconosciuto come amico mentre chi li amplifica o rigenera sarà riconosciuto come amante.

Dunque: se noi avessimo la possibilità di venire a conoscere quali sono i turbamenti inconsci del nostro interlocutore e apprendere come rigenerarli, le capacità seduttive si amplificherebbero a dismisura.

E’ possibile capire quali sono i turbamenti inconsci del mio interlocutore?

Si è possibile, perché i turbamenti interiori le esigenze inconsce vengono espresse dall’essere umano, in modo inconsapevole. Questo avviene attraverso il linguaggio dell’inconscio, delle emozioni: la Comunicazione Analogica Non Verbale.

L’essere umano comunica attraverso due canali:

1. Quello verbale, della parola, che è il linguaggio della parte logica e razionale, preposto per l’appagamento delle esigenze da noi riconosciute come bisogni.

2. Il canale della Comunicazione Analogica Non Verbale, il linguaggio della sfera emotiva che è preposto per l’appagamento emotivo delle esigenze inconsce.l

Le esigenze emotive non vengono da noi percepite perché passano sotto la soglia subliminale. Sono invece vissute come rigenerazione dei nostri turbamenti. Questi, rigenerati e riattivati, producono il coinvolgimento, che è il riconoscimento dell’elemento che li ha alimentati. Questa dinamica inconscia crea il bisogno: l’esigenza di possedere l’oggetto del desiderio.

La Comunicazione Non Verbale, uno strumento potentissimo

La conoscenza della Comunicazione Analogica Non Verbale permette di scoprire i segreti più intimi di se stessi, delle persone care e dei propri interlocutori. Le posizioni del corpo i segni e i gesti che l’individuo esprime durante un pensiero o durante un dialogo, non sono casuali. Sone sempre correlati ai suoi stati emotivi.

Toccarsi in determinate zone del viso, accarezzarsi le labbra, toccare oggetti in un certo modo, e tanti altri segnali fanno parte della CNV. Opportunamente classificati permettono all’esperto della Comunicazione Analogica Non Verbale di scoprire i dinamismi che governano il comportamento umano, e le sue esigenze affettive e sessuali.

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